Home Notizie Archivio 2013 Secondo TheNextStep le PMI hanno paura dei social media
Secondo TheNextStep le PMI hanno paura dei social media Stampa
Scritto da Rodigari Mario   

14 Gennaio 2013

Secondo TheNextStep le PMI hanno paura dei social media

Mentre il mondo corre e la tecnologia avanza, le piccole imprese italiane non riescono ancora a fidarsi e aprirsi ai Social Media. Eppure l’online, con l’approccio giusto, potrebbe aiutarle a fare la differenza Le piccole e medie imprese hanno paura dei social media. Una paura che nasce da esperienze dirette spesso fallite non a causa dello strumento, ma della mentalità con cui si sono avvicinate allo stesso: accedere ai social non significa creare un account, inserire qualche informazione, qualche video, magari interagire ogni tanto con gli interlocutori e basta. Sicuramente avvicinarsi ai social media in questo modo è semplice, ma altrettanto sicuramente sarà un’attività inutile se non addirittura dannosa.


Per poter utilizzare con successo le nuove tecnologie un’azienda deve, a modo suo, diventare essa stessa social. Ma come si trasforma un’azienda? Secondo TheNextStep sono tre gli elementi chiave essenziali e alla base di ogni strategia di successo sui social media: formazione, definizione della strategia social, definizione della strategia di comunicazione. Formazione: il fai da te è vietato, in rete non si può improvvisare ma è necessario dedicare una risorsa interna (se l’azienda è in grado di farlo) o esterna all’attività online. È fondamentale infatti che in azienda siano presenti competenze relazionali, di marketing e di web editing che permettano alla piccola media impresa di comunicare in modo efficace con i potenziali clienti e con i fan. Definizione della strategia social: perché l’azienda vuole entrare in uno o più social media, quali sono gli obiettivi, a chi vuole rivolgersi. L’azienda nel Web 2.0 non è più quello che pensa o vuole essere, ma quello che gli altri dicono che sia. Definizione della strategia di comunicazione: è meglio offrire ai follower e ai clienti poche informazioni di qualità in grado di offrire un valore aggiunto piuttosto che centinaia di messaggi unilaterali. Senza dimenticarsi di raccogliere i feedback provenienti dalla rete social per imparare ad agire di conseguenza.

Ritorna all'Indice
Ultimo aggiornamento Lunedì 14 Gennaio 2013 08:58