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Recuperare energia elettrica Stampa
Scritto da Rodigari Mario   

10 Gennaio 2013

In Italia si possono recuperare oltre 2 TWh di energia elettrica annui


L’energia recuperabile nei settori più energivori (acciaio, cemento, vetro, gas compressor station) dà vita a un settore di eccellenza in Italia, con benefici ambientali, industriali e di innovazione Turboden, azienda italiana di punta nella realizzazione di turbogeneratori basati sul Ciclo Rankine Organico (Orc) per la generazione di energia elettrica da fonti rinnovabili e recupero di calore, ha presentato, presso la sede di Aib - Associazione Industriale Bresciana, i risultati del progetto H-Reii durante il workshop “Efficienza Energetica nei processi industriali e Green Economy”.

Il progetto H-Reii, nato nel 2008 per iniziativa di Aib (Associazione Industriale Bresciana), Csmt (Centro Servizi Multisettoriale e Tecnologico), Fire (Federazione Italiana per l’uso Razionale dell’Energia), Provincia di Brescia e Turboden, quest’ultima in qualità di coordinatore del progetto, ha consentito di evidenziare il potenziale di un settore classificabile nella cosiddetta “white economy” meglio conosciuta come efficienza energetica, nel quale l’Italia ha certamente una posizione di primo piano. Il potenziale massimo stimato per i soli quattro settori investigati (cemento, vetro, acciaio e Oil&Gas - gas compressor station) è pari a oltre 2 TWh di energia elettrica prodotta annualmente per l’Italia, corrispondente a circa 798 kton di CO2 potenzialmente non emessa in atmosfera. Sono molteplici i benefici emersi, legati a tematiche ambientali, industriali e di innovazione, che, grazie allo sviluppo del progetto, permettono di identificare il recupero di calore da processi industriali energy intensive: un’opportunità per una maggiore sostenibilità ambientale ed energetica dei processi industriali con risvolti in termini di maggiore competitività; uno strumento efficace per il raggiungimento degli obiettivi di efficienza energetica e di tutela ambientale a livello nazionale; un’occasione per sviluppare strumenti di politica industriale che rilancino investimenti nei settori produttivi, in grado di coinvolgere differenti attori della filiera industriale; la possibilità di promuovere specifiche azioni di ricerca e sviluppo atte a consolidare una posizione di rilevanza nazionale, con notevoli potenzialità di export. “Notevoli sono i vantaggi ambientali in termini di efficienza energetica”, afferma Marco Baresi, Responsabile Affari Istituzionali di Turboden. “Recuperando energia dagli effluenti di processo nei settori energy intensive, si rende più efficiente e competitivo il processo industriale e con l’introduzione di un sistema di recupero calore con Orc si ottiene un aumento della marginalità dal 3% al 14% a seconda dei settori, come recentemente emerso dal rapporto del Politecnico di Milano”. A confermare queste cifre si aggiunge, infatti, il rapporto annuale sull’efficienza energetica in ambito industriale, presentato dal gruppo “Energy & Strategy” del Politecnico di Milano. Tra le tecnologie inserite è presente anche l’Orc per i recuperi di calore. Nelle stime, considerando la quantità di cascami termici dei principali settori ove la tecnologia Orc risulta applicabile (tra cui il metallurgico, materiali da costruzione, vetro, petrolchimica), si otterrebbe un potenziale teorico pari ad oltre 500 MW elettrici, corrispondente ad una produzione annua di quasi 4 TWh elettrici (3% del fabbisogno attuale), generando un volume d’affari complessivo di circa 1,5 mld euro. “I benefici industriali che emergono da quest’indagine sono tutt’altro che marginali”, continua Marco Baresi, “si sta configurando una filiera industriale dove l’Italia è posizionata come eccellenza. Le stime di Energy & Strategy del Politenico parlano di 1,5 miliardi di euro di potenziali investimenti nel settore industriale solo in Italia. Se poi consideriamo l’export si possono menzionare almeno 8 miliardi di euro potenziali con due effetti positivi: sviluppo di tecnologia e investimenti nel settore industriale per migliorare una competitività che continua a languire”.

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Ultimo aggiornamento Giovedì 10 Gennaio 2013 21:52