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ABB: 25 anni Stampa
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05 Gennaio 2013

ABB, 25 anni fa nasceva colosso tecnologico

Venticinque anni fa il gruppo svedese Asea e lo svizzero BBC si univano per dar vita al gigante tecnologico ABB (Asea Brown Boveri). L'operazione risulta oggi essere un successo industriale, anche se in passato non sono mancati i problemi.

Brown, Boveri & Cie (BBC), fondata nel 1891, disponeva di una vasta esperienza, ma le mancavano le strategie di crescita e la capacità di innovare. Non tutti gli amministratori erano al corrente dei negoziati in vista di una fusione con Asea.

Il 4 gennaio 1988, il consiglio di amministrazione fu informato di un contratto per la creazione di un nuovo gruppo chiamato ABB, con 170'000 dipendenti e un fatturato annuo di 14 miliardi di franchi.

Del progetto si occupò Fritz Leutwiler, ex presidente della Banca nazionale svizzera (BNS) e presidente di BBC dal 1985. In tempi brevi rinnovò la direzione e iniziò a modificare le strutture del gruppo argoviese.

Stephan Schmidheiny, grosso azionista di BBC, diede carta bianca a Leutwiler e ai partner svedesi, ma chiese che la fusione riguardasse i due gruppi nell'insieme e non solo alcune filiali. BBC era ben impiantata in Europa e Medio oriente, mentre Asea era forte in Nordamerica e in Estremo Oriente. I gruppi si completavano anche in fatto di competenze: l'industria dei robot per gli svedesi, l'elettronica di potenza per gli svizzeri.

La fusione fu tenuta sott'occhio nella regione di Baden (AG). Per molti era una speranza dopo le brutte notizie degli anni '70 e la crisi che si prolungava negli anni '80. Oggi ABB impiega 145'000 persone nel mondo intero per un fatturato annuo medio di 38 miliardi di dollari. Attivo nell'elettronica e nell'automazione, il gruppo ha come concorrenti la tedesca Siemens e l'americana General Electrics.

In 25 anni di esistenza ABB non è stata risparmiata dai problemi. L'acquisizione, nel 1989, dell'americana Combustion Engineering rischiò di trasformarsi in catastrofe a causa delle denunce presentate da ex collaboratori vittime dell'amianto. La vicenda si concluse nel 2006 con un versamento globale di 2 miliardi di dollari a 100'000 denuncianti, ma per quattro anni il gruppo fu sull'orlo del fallimento.

Le indennità di partenza versate a Percy Barnevik, ex direttore generale all'epoca, e al suo predecessore Göran Lindahl, crearono sbigottimento: 148 milioni per il primo e 85 milioni per il secondo. Dopo trattative, Barnevik restituì 90 milioni e Lindhal 47 milioni. L'inchiesta penale avviata nel 2002 fu archiviata tre anni dopo senza vi fossero prove di un comportamento delittuoso da parte dei due dirigenti. Tuttavia la vicenda scalfì l'immagine di ABB.

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