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Desertec perde sempre più pezzi con l'uscita di Bosch PDF Stampa
Scritto da Rodigari Mario   

17 Novembre 2012

Desertec perde sempre più pezzi con l'uscita di Bosch

Il faraonico progetto Desertec sta perdendo i pezzi. L'ultimo coccio a staccarsi dall'iniziativa industriale nata nel 2009 e capeggiata dalla Germania è Bosch, sulla scia di un altro colosso tedesco (Siemens) che si era ritirato a ottobre. Sono le difficili condizioni economiche all'origine di queste defezioni; Siemens ha perfino annunciato lo stop di tutte le sue attività nel solare. Già l'Europa è scossa da una tempesta in questo settore delle fonti rinnovabili. Ci sono aziende sull'orlo del fallimento o già fallite, a causa soprattutto della concorrenza cinese nel fotovoltaico, senza contare il taglio dei sussidi e i prezzi dei pannelli in costante picchiata. Comprensibile che sia poca la voglia d'investire in parchi solari nei deserti africani, con tutte le incognite del caso. Desertec prevede proprio questo: utilizzare il Sahara come bacino energetico per l'Europa, coprendo il 15% dei consumi elettrici del Vecchio continente nel 2050.

Il budget iniziale era stimato in 400 miliardi di euro, per costruire impianti alimentati dalle fonti rinnovabili nei Paesi dell'Africa settentrionale e del Medio Oriente. Solare termodinamico e fotovoltaico sarebbero le tecnologie di punta dell'iniziativa; una maxi rete di collegamenti elettrici dovrebbe poi trasferire l'energia tra le due sponde del Mediterraneo. Eppure, tra i partner del progetto serpeggiano i malumori. Pochi giorni fa, la Spagna avrebbe dovuto firmare un accordo con gli altri Paesi coinvolti (Germania, Francia, Italia, Lussemburgo, Malta e Marocco) per lanciare i primi cantieri di centrali solari in Marocco, con un investimento pari a 600 milioni di euro in totale. Madrid, invece, ha esitato. Così Desertec è ancora ferma al palo.

Dalla terza conferenza della Desertec Industrial Initiative, che si è svolta a Berlino nei giorni scorsi, sono scaturiti tanti incoraggiamenti. Il cancelliere tedesco Angela Merkel, per esempio, ha ricordato il ruolo cruciale di Desertec per sviluppare una rete delle rinnovabili nel Mediterraneo. Il commissario europeo per l'Energia, Günther Oettinger, ha evidenziato la necessaria cooperazione tra Europa, Africa e Medio Oriente verso un sistema energetico più verde, stabile e sicuro. Nella pratica, però, regna la timidezza. La “super grid” del solare è costosissima, più di quella che dovrebbe collegare i parchi eolici offshore nel Mare del Nord. Poi bisogna calcolare l'instabilità politica di molti Paesi africani e la loro mancanza di fondi e infrastrutture. Così tutto il gioco si regge su investimenti che dovrebbero ripagarsi con l'energia venduta fra parecchi anni in Europa. Basta una pedina contraria, come in questo caso la Spagna, e si rischia lo stallo, aumentando il rischio che gli investitori (aziende, governi, banche, fondi) preferiscano puntare su progetti meno titanici ma più abbordabili.

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09 Novembre 2012

Pilz: Nuovo Bollettino Ufficiale relativo alla Direttiva Macchine

Nell'edizione del Bollettino Ufficiale UE 2012/C 256/01, pubblicata il 24 agosto 2012, vengono elencate alcune nuove Norme armonizzate.

Il 24 agosto 2012 la Commissione Europea ha pubblicato un nuovo Bollettino Ufficiale sulla Direttiva Macchine. Il Bollettino include un elenco aggiornato delle Norme armonizzate secondo la Direttiva Macchine 2006/42/CE e i relativi riferimenti.

Il nuovo elenco sostituisce il precedente 2012/C 159-01 ed è stato pubblicato con il numero 2012/C 256/01.

 

Download:

Bollettino Ufficiale dell'Unione Europea 2012/C 256/01

Ultimo aggiornamento Sabato 17 Novembre 2012 21:12