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Porti, ecologia dal Nord grazie ad ABB PDF Stampa
Scritto da Rodigari Mario   

06 Ottobre 2012

Porti, ecologia dal Nord grazie ad ABB

Un altro porto nordeuropeo imbocca la strada della sostenibilità ecologica affidandosi alla tecnologia ABB. Si tratta dello scalo di Ystad, uno dei maggiori porti svedesi con terminal merci e passeggeri, che ha istallato la connessione shore-to-ship per consentire alle imbarcazioni di spegnere i motori durante l’ormeggio producendo tuttavia l’energia necessaria per i sistemi di bordo, diminuendo al contempo l’inquinamento acustico e riducendo le emissioni di CO2 del 98 per cento.

Ystad – insignito pochi giorni fa del premio per il porto più eco-compatibile in Svezia dal Maritime Forum -  è situato sulla punta meridionale del paese scandinavo.  Conta circa 3.500 partenze annuali, inclusi i giornalieri servizi passeggeri verso la Polonia e la Danimarca, le crociere estive e i trasporti merce durante tutto l’anno. Il partner locale Processkontroll Elektriska ha scelto ABB per la fornitura di una soluzione di elettrificazione del porto chiavi in mano per tutti e cinque gli ormeggi. ABB si è occupata della progettazione, dell’ ingegneria, dei materiali e dell’ installazione di  tutta la soluzione, che immette energia proveniente dalla rete locale in una speciale sottostazione dotata di potenti convertitori di frequenza. L’impianto consente così l’elettrificazione simultanea di diverse navi attraccate a prescindere da qualsiasi tipo di differenza di tensione o frequenza di sistema. Le apparecchiature utilizzate sulla banchina possono essere ospitate in container o strutture mobili e le navi equipaggiate con tecnologia S2SP possono passare all’alimentazione elettrica da terra in cinque minuti.

La tecnologia ABB shore-to-ship ha fornito la prima connessione a terra al mondo per il porto di Gothenburg in Svezia nel 2000. Da allora, la società ha fornito soluzioni di elettrificazione per porti in Asia ed Europa (soprattutto negli scali del Nord), il più recente dei quali, Hoek of Holland in Olanda, è stato inaugurato lo scorso luglio.

La necessità di ridurre il più possibile le emissioni inquinanti nelle aree portuali è confermata da uno studio realizzato presso il porto di Long Beach, in California, il quale ha evidenziato che le imbarcazioni ormeggiate rilasciavano in media 13 tonnellate di ossidi di azoto al giorno. Secondo le stime dell’agenzia statunitense per la protezione ambientale tale quantità equivale alle emissioni giornaliere di ossidi di azoto di circa 250.000 automobili. Le emissioni delle navi hanno inoltre un notevole impatto sulla salute delle comunità che vivono nei pressi delle grandi aree portuali, principalmente connesso alla qualità dell’aria. Un’indagine del 2007 ha stimato i costi sociali totali legati alle emissioni delle navi in 255 miliardi di dollari all’anno.

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Ultimo aggiornamento Sabato 06 Ottobre 2012 15:39