Home Notizie Archivio 2012 Cyber war contro i Server del ministero del petrolio
Cyber war contro i Server del ministero del petrolio PDF Stampa
Scritto da Rodigari Mario   

25 Aprile 2012

Dopo Stuxnet il virus Viper attacca il cuore dell'Iran

L'Iran sembra diventato il bersaglio preferito, nelle prove generali della guerra elettronica del futuro prossimo venturo. A meno di due anni dall'avvento di Stuxnet, il virus digitale più sofisticato che si sia mai visto (fu capace di mettere in ginocchio l'impianto di Natanz per l'arricchimento dell'uranio), domenica scorsa i server del ministero del Petrolio di Teheran, della National Iranian Oil Corporation e anche alcuni impianti di produzione, sono stati vittime di un cyberattacco. Il virus, che qualcuno ha battezzato Viper, ha cercato di cancellare i loro database, puntando quindi dritto al cuore della petroeconomia iraniana.
La Nioc, la società di Stato che siede sulle maggiori riserve di idrocarburi al mondo dopo l'Arabia Saudita, opera sul mercato spot e dei derivati come fanno tutti: tramite i computer connessi in rete. Ma il fatto che l'attacco non sia riuscito a fermare il flusso di greggio iraniano verso il mondo – nonostante l'anatema di Barack Obama, che ha chiesto alla comunità internazionale di interromperlo – dimostra che la sua virulenza digitale era apparentemente modesta: i siti di ministero e Nioc sono comunque offline, e i terminal petroliferi sono stati sconnessi dall'internet.
Ma nulla a che vedere con Stuxnet. Il computer worm apparso nel giugno del 2010, talmente sofisticato da proiettere l'ombra dei più potenti servizi segreti (quello americano e quello israeliano), infettava soltanto le reti collegate a un popolare sistema Siemens per l'automazione industriale, il cosiddetto Scada. E soltanto a Nantanz, dove l'arricchimento dell'uranio fortissimamente voluto dal Governo di Teheran, ha tirato fuori le unghie, danneggiando le centrifughe e ritardando il programma nucleare iraniano di almeno due anni. «Sviluppare Stuxnet sarà costato una decina di milioni di dollari – ha detto qualche tempo fa al Sole 24 Ore Ralph Langner, l'esperto di sicurezza che l'ha analizzato per primo – ma per un attacco militare ci sarebbero voluti 10 miliardi». È la potenza dei bit.
Ormai che i sistemi Scada controllano la maggioranza degli impianti industriali, inclusa la generazione di energia – dalle reti elettriche ai reattori nucleari – la potenziale fragilità dell'innervatura elettronica del mondo, è chiara a tutti: compromettendo digitalmente un sistema per l'automazione, si possono accendere e spegnere a distanza singoli processi industriali, causando ogni possibile danno. Così, ieri le autorità iraniane hanno annunciato di aver sconnesso gli impianti di estrazione del petrolio dall'internet. A puro titolo di precauzione. Fatto sta che Mehr, un'agenzia di stampa iraniana semiufficiale, ha detto che sono stati colpiti dal cyberattacco anche il terminal di Kharg, il principale porto di sbocco del greggio iraniano, e altri impianti petroliferi. Ma, di nuovo, senza apparentemente fermare la produzione.
In compenso, l'attacco digitale di domenica scorsa manda alle autorità iraniane un messaggio neppure troppo subliminale. «Se volevano, gli autori del virus avrebbero potuto facilmente danneggiare gli impianti», commenta a caldo John Bumgarner, direttore della ricerca alla Cyber Consequences Unit, un think tank sui temi della sicurezza. «Ma invece hanno lanciato un messaggio del tipo: "È meglio che vi mettiate a negoziare».
Il negoziato è in corso. Dieci giorni fa, l'Iran e il Gruppo 5+1 (i cinque paesi membri del Consiglio di sicurezza dell'Onu più la Germania) si sono riuniti a Istanbul per la ripresa dei colloqui sul futuro nucleare di Tehran. E il prossimo mese si rivedranno a Baghdad. Chissà se quest'ultimo incidente – lungi dall'essere un vero atto di cyber-guerra – andrà a vantaggio o a svantaggio, della cyber-diplomazia.

Ritorno all'Indice
05 Aprile 2012
Desigo V5: Innovations from Siemens increase building efficiency
The Siemens Building Technologies Division has introduced version 5 of its Desigo building automation system. Its innovative products such as Total Room Automation as well as efficiency features, like RoomOptiControl and Eco Monitoring, give building operators and users an active role in energy management, leading to permanent reductions in energy and maintenance costs.
A state-of-the-art building automation system is always optimized for energy-efficient operation. However, these optimized settings may start to drift over time. One of the underlying causes is often a lack of transparency for users who simply don't know how the setpoint changes they make can impact energy consumption. This is particularly true for air-conditioned rooms which are also equipped with lighting and sun protection controls. The new version of Desigo keeps room users and building operators apprised of the building's efficiency status. Feedback to users is given using the innovative Green Leaf display, adapted to the expertise and control options of each user group. The system makes it possible to change settings if needed to restore optimal energy efficiency. A study by Technische Universität München (TUM) indicates that by actively involving operators and users in the energy management of a building, energy consumption can be reduced by up to 25% without affecting comfort.
Total Room Automation offers energy savings without reducing comfort
The open, programmable room automation range Desigo Total Room Automation (TRA) is a holistic solution encompassing the HVAC, lighting and shading disciplines. Desigo TRA uses an innovative efficience feature called RoomOptiControl. It automatically detects unnecessary energy consumption in the room and notifies users by changing the color of the Green Leaf icon on the QMX3 room control unit: If room operations are energy efficient, this icon is green. If settings made by a room user lead to unnecessary energy consumption, the icon turns red. To reset room control to energy efficient operation, the user simply presses the display and the Green Leaf icon returns to green.
Using BACnet/IP, PXC3 room automation stations—also part of the TRA package—are integrated seamlessly into the PX automation level with its primary systems (heating generators, HVAC main units and cooling generators). The primary systems are controlled directly through the demand signals from the rooms. This means that the primary systems are only turned on if needed and their operation is adjusted so it meets the room requirements without exceeding them. One room automation station can cover multiple rooms. TRA offers complete integration of KNX, DALI and EnOcean devices; existing or new sensors and actuators from Siemens can be incorporated as well.
Eco Monitoring to reduce energy consumption and wear
Eco Monitoring is another innovative efficiency feature of Desigo. It monitors ongoing operations of HVAC systems based on energy-related quality condition indicators such as readings from temperature, humidity and pressure sensors, runtime, switching behavior and operational performance of the systems. Should deviations from the target state, inefficient operations or increased energy consumption occur, the building operator is notified via the Green Leaf display on the Desigo Insight management station. Current and future international standards (such as EN 15323:2007) require such a feature in order to optimize building operations over the long term.
Desigo Eco Monitoring not only helps optimize energy consumption, it also reduces wear. Thanks to its dynamic behavior and timely reporting, the Eco Monitoring feature recognizes unfavorable system operations early on, allowing operators to intervene immediately before any negative impact occurs. If desired, operators can choose to be notified of unusual events via text messaging (SMS), fax or e-mail.
Expanded networking of the automation level
Starting with version 5, Desigo also offers expanded end-to-end networking of the automation level. Enhanced support for communications standards ensures efficient system integration. The PXC series of compact automation stations has a higher number of universal inputs/outputs, which makes them much more flexible. To protect existing investments, different device generations, such as PTM and TX I/O modules and RXC room controllers, can be used in parallel on the same PX automation station.

Ultimo aggiornamento Mercoledì 25 Aprile 2012 20:09