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Scritto da Rodigari Mario   

31 Marzo 2012

Energy manager: Una figura in crescita nelle aziende italiane

Presentati a Milano i primi dati dell'Osservatorio energy management del Gruppo 24 Ore: la figura dei "manager dell'energia" è presente in molte grandi aziende italiane, mentre terziario e pubblica amministrazione risultano ancora in ritardo.

Acquista importanza, in Italia, la figura dell'energy manager aziendale. Il dato emerge dai risultati della prima rilevazione dell’Osservatorio energy management, un progetto di ricerca e monitoraggio del Gruppo 24 Ore che ha lo scopo di creare una community dove gli “strateghi dell'energia” possano incontrarsi e confrontarsi sullo stato dell’arte e sull’evoluzione futura dell’energy management in Italia.

L'indagine, realizzata in collaborazione con Strategic management partners, è stata condotta tramite 100 interviste a energy manager di altrettante grandi aziende italiane, scelte in modo da essere rappresentative di tutte le realtà del nostro Paese che hanno una spesa energetica significativa. Obiettivo della ricerca è stato quello di analizzare il ruolo e la situazione degli energy manager delle imprese italiane, per capire come sono inseriti nella realtà aziendale e quali sono le prospettive future della loro azione.Il quadro che esce dalle risposte che sono state date a Strategic management partners è quello di un settore in forte evoluzione, anche se nella metà dei casi chi ricopre questo ruolo sempre più strategico non ha un inquadramento manageriale elevato. I piani energetici aziendali non arrivano ai top manager e restano confinati al ruolo di documenti tecnici, ma le decisioni sui temi dell'efficienza energetica vengono prese dai vertici, magari (succede addirittura nel 60% dei casi) senza consultare gli stessi energy manager.
Come si può immaginare, il settore industriale è quello che più e prima ha cominciato a lavorare sul tema dell'efficienza energetica. Qui gli energy manager esistono da oltre dieci anni e in più di otto casi su dieci è in atto un piano energetico. Il terziario, invece, è partito in ritardo, ma ha dato molta importanza soprattutto al contenimento dei consumi e al miglioramento dell'efficienza degli edifici.
La Pubblica amministrazione si posiziona per ultima, molto indietro, tanto che spesso dopo aver svolto l'analisi della situazione, la diagnosi e la pianificazione degli interventi non riesce a passare alla realizzazione delle azioni previste (solo nel 43% dei casi è stato fatto davvero qualcosa, contro il 66 e 67% di industria e terziario). Questo anche a causa della difficoltà di applicazione dei contratti tipici dell’efficienza energetica ai bandi della pubblica amministrazione.
Chi ha modificato gli impianti lo ha fatto soprattutto con l'introduzione di inverter o il miglioramento dell'efficienza di pompe e motori, mentre per gli edifici sono stati toccati soprattutto gli impianti di riscaldamento. Gli interventi di cui gli energy manager sono più orgogliosi, però, sono l'introduzione di pannelli fotovoltaici, che è la strada più di frequente scelta dalle aziende che decidono di produrre in proprio parte dell'energia, o interventi per il recupero di calore. Spesso (53% degli intervistati), quello che è stato fatto ha avuto un tempo di ritorno economico previsto molto breve, appena due anni, ed è stato finanziato dall'azienda direttamente con risorse proprie.
Poco alla volta, dunque, gli energy manager sembrano riuscire a incidere nella vita delle aziende, che comunque hanno capito o stanno capendo l'importanza del lavoro sull'efficienza energetica: oltre il 70% ha adottato programmi di sensibilizzazione dei dipendenti sul tema del risparmio, dimostrando una certa sensibilità anche per le piccole azioni e per la diffusione di una cultura condivisa.

 

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Ultimo aggiornamento Mercoledì 04 Aprile 2012 07:11