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Benvenuta elettricità PDF Stampa
Scritto da Rodigari Mario   

27 Gennaio 2012

Il 2012 è l’anno internazionale dell’energia sostenibile, ma mezzo mondo vive in condizioni di arretratezza energetica

Prepariamoci a dare una mano. Un miliardo e mezzo di persone in tutto il mondo non ha ancora la corrente elettrica. L’Italia liberalizza l’energia, ma nell’anno internazionale di quella sostenibile bisogna pensare anche loro. Occorre pensare a milioni di persone che ricordano la condizione dei nostri nonni di trent’anni fa. Fino a metà degli anni ’70 in molte zone del Sud la corrente elettrica non c’era.

Ci vollero più leggi per chiudere quella vergogna che rimane, invece, intatta in tanta parte del mondo. Il primo passo lo ha fatto il Segretario generale dell’Onu Ban Ki-moon, insieme all’agenzia delle Nazioni Unite per l’energia (Un-Energy). Hanno lanciato l’iniziativa “Sustainable energy for all” che per tutto il 2012 coinvolgerà governi, società civile e privati. Si vorranno raggiungere tre obiettivi: garantire l’accesso universale a servizi energetici moderni; aumentare l’efficienza energetica e la percentuale di energie rinnovabili nel sistema mondiale.
Cosa possiamo fare? Molto per qualità, sensibilità, diffusione di conoscenza. La sfida non conosce latitudine. È una battaglia di giustizia e di civiltà, le leggi servono a poco. Dai piccoli angoli del mondo alle superpotenze bisognerà fare giustizia di un torto planetario. Salviamo il pianeta dicono le campagne glamour di quotate agenzie americane ed inglesi. Ma 2,5 miliardi di persone - quasi la metà della popolazione mondiale – vivono con combustibili tradizionali per cucinare e riscaldarsi. E va da sé, dice l’Onu, che il fumo delle cucine inquinanti, come quello dell’illuminazione e dei riscaldamenti inefficienti, ogni anno uccide quasi due milioni di persone. Anche in questo caso nessuna latitudine.
I milioni di morti nell’era dello sviluppo globale, spiegano meglio di qualsiasi calcolo che i ricchi (con energia a sbafo ) non si curano dei poveri (senza energia).
I numeri danno la misura di quanto un bene, apparentemente alla portata di tutti, in realtà è desiderato. Aggiungiamo - per capire ancora meglio cosa ognuno di noi può fare - che l’energia è responsabile del 60% delle emissioni di gas serra. Allora si aprono due strade: salvare gli ipersviluppati e aiutare i sottosviluppati. L’assemblea generale dell’Onu, ha lanciato l’allarme con la risoluzione 65/151, per assicurare che entro il 2030, tutti abbiamo accesso all’energia sostenibile.

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Ultimo aggiornamento Venerdì 27 Gennaio 2012 08:05