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Nano-MOF, con Siad il futuro è già qui PDF Stampa
Scritto da Rodigari Mario   

22 Dicembre 2011

Nei laboratori di ricerca dell’azienda bergamasca si stanno compiendo sperimentazioni su una nuova classe di nano-composti su cui punta l’Ue.

Tra i risultati ottenuti, la possibilità di stoccare, in una bombola, il triplo della quantità di metano.

Più gas, a parità di volume, mantenendo inalterata la pressione. E’ questo uno dei notevoli risultati che SIAD, azienda leader nella produzione e commercializzazione di gas tecnici e speciali, sta ottenendo dalla sperimentazione del progetto MOF (Metal Organic Framework).

Il 23 novembre scorso, presso il Point di Dalmine, si è tenuto il convegno “MOF per le applicazioni industriali”, nel quale i gruppi di ricerca coinvolti, Università, Istituti ed aziende private, hanno discusso sugli sviluppi di questo importante progetto europeo.

 

Le nanotecnologie, in questi ultimi anni, hanno offerto un ventaglio di nuove applicazioni che sono entrate, di diritto, nella vita di tutti i giorni. Nei laboratori di ricerca di Osio Sopra, gli studi applicati ai NanoMOF stanno aprendo le porte ad un futuro che è già tra noi, fatto di abbassamento dei costi per l’industria e di aumento della sicurezza per lo stoccaggio dei gas.

I MOF sono una nuova classe di nano-composti su cui l’Unione Europea (Ue) ha puntato con i primi investimenti già dal 2005, con più convinzione rispetto alla ricerca scientifica di Stati Uniti e Giappone.

Dopo i primi, incoraggianti, risultati l’Ue ha potenziato la sperimentazione sui MOF avviando, nel 2009, un importante progetto di ricerca che si chiuderà nel 2013. “Il Consorzio che partecipa al progetto Nano-MOF è costituito da diciassette partners internazionali in rappresentanza di dieci nazioni europee, che si stanno occupando di tre grandi progetti di ricerca integrati:

lo stoccaggio dei gas, la loro purificazione e la catalisi di reazioni chimiche” - spiega Giorgio Bissolotti, Responsabile del Laboratorio di Ricerca SIAD di Osio Sopra.

Al programma di ricerca, che ha l’ambizioso obiettivo di integrare questi nano-composti in prodotti industriali dall’alto valore aggiunto, partecipano per l’Italia, SIAD e l’Università di Torino. “Un impegno che testimonia l’attitudine di SIAD per la ricerca, unica tra le aziende italiane, specializzate in gas, ad occuparsi ancora di sperimentazione e sviluppo scientifico in questo campo. Commenta Bissolotti: Lo studio sui MOF sta, inoltre, aprendo nuovi ed inaspettati campi di applicazione, su cui avremo molto da dire in un futuro non troppo lontano”.

SIAD, grazie alla sua consolidata esperienza e alla competenza del suo laboratorio scientifico, si sta occupando della parte applicativa della ricerca, in collaborazione con l’Universidad de Granada, la Ben-Gurion University, il Fraunhofer Institute, la Technical University di Dresda e la Johnson Matthey, azienda chimica che sta sintetizzando i MOF su larga scala.

Il progetto NanoMOF si basa su strutture metallo-organiche, dell'ordine di un miliardesimo di metro, che possono essere applicate sia in campo industriale che biomedico. I MOF possiedono innanzitutto una superficie elevata, sempre nell’ordine delle nano-misure, su cui è possibile collocare un alto numero di molecole di catalizzatori per rendere possibili delle reazioni chimiche.

Inoltre, la loro porosità omogenea, grande come quella di un atomo, permette di assorbire efficientemente le molecole al loro interno.

Da qui spiegato parte del lavoro sui gas che sta interessando SIAD, applicato al metano, all’ossido di carbonio, al kripton e all’ossido di azoto. “Un risultato particolarmente interessante riguarda il metano.

Spiega Fabrizio Turra, chimico del laboratorio di ricerca SIAD  a 50 bar, oggi, siamo in grado di stoccare, in una bombola, il triplo della quantità di metano che vi starebbe se non vi fossero i MOF. Riempire con più gas, senza aumentare la pressione, è un risultato che apre nuovi scenari per le aziende, con un significativo abbassamento del consumo energetico, maggiore sicurezza, ed un conseguente abbattimento dei costi di trasporto e rifornimento”.

I MOF, proprio come spugne o micro-bombole, possono dunque assorbire e comprimere al loro interno un alto numero di molecole di gas, grazie alla loro ampia superficie ed alla porosità omogenea.

Gli altri campi di applicazione, su cui la ricerca internazionale si sta concentrando con buoni risultati, riguardano sia la purificazione dei gas, nell’uso delle maschere antigas e nell’eliminazione delle microimpurezze dei gas pregiati, che la catalisi (monoesterificazione degli acidi grassi), che troverà applicazione nella cosmesi e nell’industria per la produzione di lubrificanti.

Ma non è finita qui, perché attraverso questa ricerca integrata, si sono aperti ulteriori campi applicativi, in particolar modo nell’uso dei gas medicali.

“Un giorno i MOF potranno essere utilizzati in medicina, all’interno di preparazioni farmaceutiche come le capsule, – conclude Giorgio Bissolotti – per concentrare dei gas medicali, a rilascio prolungato, verso organi bersaglio. Questo è senza dubbio il riverbero più interessante

di questa ricerca scientifica, che potrà migliorare sostanzialmente la vita di tutti noi e che ha aperto ulteriori mondi di applicazione”.

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Ultimo aggiornamento Domenica 25 Dicembre 2011 23:23